Giungano è un comune di appena 1200 abitanti. Pur trovandosi a soli 70 km. da Salerno, a 10 dall’area archeologica di Paestum e dal litorale di Agropoli, ha l’aspetto di un paese fuori dal tempo.
Il silenzio e la tranquillità del luogo gli hanno consentito di far parte del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano recentemente rientrati nella lista U.N.E.S.C.O. dei beni patrimonio dell’umanità.
I Greci approdarono sulle coste del Cilento intorno al VII secolo a C dove più tardi fondarono Poseidonia (la romana Paestum). Giungano è stato fondato intorno all'anno 1000, quando la zona costiera divenne pericolosa per le incursioni piratesche e per le paludi infestate dalla malaria.
Il gruppo di case, alcune risalenti al sec. XVII, che costituisce il paese è disposto ad arco a circa 300 metri di altezza sulla parete dei monti che si affacciano sulla piana di Paestum.
Il panorama spazia dalla valle fino al mare in un incantevole paesaggio dove il rapporto uomo – natura è rimasto armonico ed equilibrato.
Il paesaggio che circonda Giungano è ricco della tipica vegetazione mediterranea che ha fatto di questo territorio un angolo incontaminato e protetto.
Gli amanti della natura potranno ammirare, tra le altre, la fresca bellezza del bosco dell'Elci, trenta ettari di macchia mediterranea a prevalenza di corbezzoli (pianta in estinzione), oppure le verdi sponde del fiume Tremonti, affluente del fiume Solofrone, che nasce dal monte Sottano, attraversa il territorio di Trentinara, Giungano e Capaccio.
La fauna è caratterizzata dalla presenza di volpi, tassi, fagiani e cinghiali.
E' stato recentemente ripristinato il sentiero che da Giungano si inerpica fino al Comune di Trentinara (percorso facile di due ore, dislivello 400 mt) per raggiungere la più bella terrazza panoramica del Cilento.
La Gola di Tremonti invece regala la vista della bellissima cascata che salta per circa cinquanta metri dal ciglio del monte Cantenna per proseguire poi a valle tra le gole in un percorso tortuoso e circondato da una lussureggiante vegetazione.
Nei pressi della cascata si trova il famoso "Tempio degli Innamorati" con adiacente un vecchio Ponte denominato "il Ponte del Diavolo". Piu’ a valle oltre ai sentieri si trovano ancora una serie di grotte tra cui quella piu’ famosa denominata “ San Michele”.
Il nome Tremonti deriva dall’incontro di tre monti, Cantenna, Monte Sottano e Monte Soprano. La suggestiva gola fu protagonista piu’ di duemila anni fa, secondo Plutarco, dell’ultimo atto della cosiddetta “guerra servile” tra gli schiavi ribelli di Spartaco e l’esercito romano capeggiato da Licinio Crasso nel 71 a.C. Nel 1940, nella gola di Tremonti, sono state ritrovate sei tombe romane ed alcuni frammenti di ceramica di impasto dell’età del ferro.