Piccoli viaggi tra cultura e natura

  • l’escursione sul monte Gelbison (1700m.) lungo il sentiero che i fedeli percorrevano per salire al Santuario della Madonna del Monte Sacro,
  • la visita alla vecchia Roscigno, borgo abbandonato rimasto intatto da due secoli.
  • al comune di Teggiano che domina il Vallo di Diano e che conserva ancora l’aspetto medioevale feudo dei Sanseverino il cui castello è visitabile.
  • gli Scavi ed il museo di Paestum, - Paestum, antica Poseidonia della Magna Grecia, è uno dei più importanti complessi archeologici d’Italia. La città è circondata dalle mura romane lunghe 5 km, ben conservate. All’interno i famosi tre imponenti templi dorici risalenti al VI e V secolo a C. ed il Museo Archeologico dove è custodito il prezioso affresco della tomba del Tuffatore.
  • gli Scavi di Velia: Velia è il nome romano dato all’antica città greca di Helea fondata all’incirca nel 540 a. C.. Gli scavi archeologici hanno gradatamente riportato alla luce i resti di quell’antica cittadina ed altri se ne stanno scoprendo, come l’anfiteatro e la Porta Rosa.
  • il museo virtuale dell’Hera Argiva alla foce del Sele. Il santuario dell’Hera Argiva è alle foci del Sele nascosto tra la vegetazione. Gli antichi attribuivano a Giasone e agli Argonauti la fondazione del tempio che risale al VII sec. A.C. Oggi si può rivivere la storia nell’interessante Museo Virtuale sorto recentemente in zona.
  • Padula: Certosa di S. Lorenzo che fu fondata nel 1306 da Tommaso Sanseverino, signore di Teggiano e feudatario del Cilento. Si estende su di una superficie di 50.000 mq ed è uno dei complessi religiosi più importanti d’Europa. E’ un insieme architettonico e artistico di grande interesse per gli elementi medioevali, rinascimentali e barocchi che si riscontrano ancora oggi.
  • le grotte di Castelcivita, abitate nella preistoria, si trovano a pochi chilometri da Paestum, sono situate lungo la riva del fiume Calore e rappresentano uno dei più importanti complessi speleologici d’Italia. Le rocce calcaree nei secoli hanno creato effetti di grande suggestione esaltata da una sapiente illuminazione. Il percorso si snoda su 1700 metri.
  • ai piedi degli Alburni in un tratto di natura incontaminata si aprono le Grotte di Pertosa, cavità naturali dovute a fenomeni carsici. Abitate fin dall’età della pietra ed usate dai Greci e dai Romani come luogo di culto, sono state usate per secoli dai pastori per la tosa, da cui deriva il nome.